L’altro giorno, mentre ero in auto, mi è capitato di imbattermi in una scritta su un muro a caratteri cubitali: “STRONZO CHI LEGGE”.Non è la prima volta che mi capitata di leggere – beh, sì, lo ammetto – una cosa del genere. E la provocazione, facile da intuire, non necessita di ulteriori spiegazioni. Ma non è su questo che mi voglio soffermare. E non voglio nemmeno soffermarmi sul fatto che non bisognerebbe imbrattare i muri o sulla banalità di questo giochetto. Nulla di tutto questo. Almeno per ora.
Il dubbio che mi sorge, piuttosto, è un altro. Delle due l’una: o gli autori di questo “murales” sono veri e propri fenomeni dell’arte amanuense, capaci di scrivere ad occhi chiusi (ipotesi improbabile vista la cura e la raffinatezza di ogni singolo carattere) oppure, loro malgrado, hanno finito per leggere loro stessi ciò che hanno scritto, diventando così, le prime, ignare, vittime di questo stupido "tranello".
Non vi nego che questa arguta riflessione mi ha sollevato abbastanza il morale e ha contribuito ad accrescere la mia autostima, ricordandomi il netto divario culturale che c’e’ tra me e gli autori della poetica scritta. Ma c’e’ di più. Mi sono reso conto di quanta somiglianza ci fosse tra gli artefici di quel murales e i tanti autori dei piccoli e grandi gesti di quotidiana inciviltà. Ma questa, me ne rendo conto, la devo spiegare.