C’era una volta l’elegante e romantica lettera d’amore, scritta a mano, imbevuta di profumo e sigillata con la ceralacca. Poi arrivarono i telefonini e con loro gli sms, i cosiddetti messaggini di testo: 160 caratteri a disposizione per un modo nuovo di scrivere, pensare e interpretare le parole dell’amore. Infine sono arrivati Facebook, Msn e le chat virtuali: ed è stata una vera e propria rivoluzione.
Per chi ancora non lo sapesse, Facebook è un “social network”, una gigantesca rete online che mette in relazione circa 400 milioni di persone in tutto il mondo, in maniera pressoché immediata. Il nome, “Facebook”, è mutuato dagli annuari dei college americani che ogni anno raccolgono le foto di tutti i collegiali.
Il meccanismo dei social network si basa sul principio dei 6 gradi di separazione, secondo il quale chiunque può ricollegarsi a chiunque altro nel mondo, attraverso 5 passaggi, attraverso, cioè, una catena di 5 persone, ognuna conoscente della successiva. Una teoria, vecchia come il cucco, che dopo aver stupito per anni, comparendo di tanto in tanto sulla copertina di qualche rivista periodica, ha trovato la sua più (in)sana applicazione nei social network di nuova generazione.
E l’effetto è stato devastante. Quando in Italia è salita la febbre di Facebook, tutti hanno cominciato a cercare e contattare tutti: vecchi amici di scuola, ex colleghi di lavoro e, spesso e volentieri, ex fidanzati e fidanzate. Circostanza, quest’ultima, che fatto scricchiolare più di qualche coppia, anche apparentemente inattaccabile.
Per chi ancora non lo sapesse, Facebook è un “social network”, una gigantesca rete online che mette in relazione circa 400 milioni di persone in tutto il mondo, in maniera pressoché immediata. Il nome, “Facebook”, è mutuato dagli annuari dei college americani che ogni anno raccolgono le foto di tutti i collegiali.
Il meccanismo dei social network si basa sul principio dei 6 gradi di separazione, secondo il quale chiunque può ricollegarsi a chiunque altro nel mondo, attraverso 5 passaggi, attraverso, cioè, una catena di 5 persone, ognuna conoscente della successiva. Una teoria, vecchia come il cucco, che dopo aver stupito per anni, comparendo di tanto in tanto sulla copertina di qualche rivista periodica, ha trovato la sua più (in)sana applicazione nei social network di nuova generazione.
E l’effetto è stato devastante. Quando in Italia è salita la febbre di Facebook, tutti hanno cominciato a cercare e contattare tutti: vecchi amici di scuola, ex colleghi di lavoro e, spesso e volentieri, ex fidanzati e fidanzate. Circostanza, quest’ultima, che fatto scricchiolare più di qualche coppia, anche apparentemente inattaccabile.