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31 dicembre 2010

L'anno che verrà

L’anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va: lo diceva Lucio Dalla nel 1979. Sono passati oltre 30 anni da allora eppure le cose non sembrano essere cambiate troppo. Un altro anno se ne è andato, dunque, con il suo carico di rimpianti, rimorsi e promesse non mantenute e un altro è già fuori alla porta che reclama di entrare, seguito, come al solito, da una lunga scia di aspettative, speranze, sogni e progetti. Ma in attesa di scoprire cosa ha in serbo per noi l’anno che verrà, mi sono divertito a fare una carrellata (molto parziale) di personaggi che, nel bene e nel male, hanno animato questo 2010, appena conclusosi. Andiamo a vedere.

Innanzitutto Julian Assange, il Robin Hood della rete, che con il suo Wikileaks, sta mettendo terrore ai centri di potere di tutto il mondo. A dirla tutta, per adesso, di cose concrete ne ha dette poche. Sì, è vero, ci ha rivelato che i governi mondiali si parlano e sparlano alle spalle come ciurme di zitelle indemoniate, ma siamo ancora tutti in trepidante attesa, magari per il 2011, di qualche rivelazione che sconvolga la nostra esistenza. Sempre che non si becchi un ergastolo prima, o peggio ancora una condanna a morte. Dopo averlo accusato di stupro, infatti, potrebbero presto imputargli l’allargamento del buco dell’ozono, l’aumento dell’effetto serra per mezzo di eccessive flatulenze o la creazione di una s.r.l. non meglio identificata con Osama Bin Laden, Mangiafuoco e Gargamella. E con Milingo a fare da prestanome. Staremo a vedere.